Le Attività del Parco Nazionale Foreste Casentinesi

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A SCUOLA DI...CERVO, impariamo a riconoscere le classi sociali

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view post Posted on 19/10/2007, 23:23 Quote
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Orso Tibetano

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CITAZIONE (luciano54 @ 10/10/2007, 07:06)
P.S. complimenti per l'attenzione con cui segui il "minicorso!

un po' molto in ritardo, grazie.... evidentemente faccio più attenzione alle schede che agli scritti, del "p.s." me ne sono accorto solo ieri!

tornando al corso, forse se ne è già parlato tempo fa, ma faccio lo stesso la domanda; qual'età media di un cervo? e daino? e capriolo?

maschi e femmine hanno più o meno la stessa vita?

Ciao

 
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view post Posted on 20/10/2007, 08:31 Quote
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Grazie Moreno per i complimenti!! :rolleyes: Come ho già avuto occasione di dire fanno sempre piacere! :)
Per Orso:
premetto che la vita media degli ungulati selvatici è soggetta a variazioni anche notevoli nei diversi habitat, in funzione soprattutto delle “condizioni di vita” e che possono esserci picchi individuali di longevità (o mortalità prematura) anche considerevoli! Il capriolo è la specie con la vita media più corta, la soglia della vecchiaia viene individuata attorno agli 8 anni; da questa soglia la vita prosegue per un periodo proporzionale alle condizioni di vita, difficilmente superiore a 2 o 3 anni (spesso molto breve).
Daino e cervo hanno una durata di vita pressoché analoga e quindi li accomuniamo in un unico commento: la soglia della vecchiaia si può collocare attorno ai 10-11 anni, anche in questo caso con eventuali variazioni locali e con una “vecchiaia” difficilmente superiore a 2 o 3 anni (spesso molto breve).
Alcune ulteriori considerazioni “comuni” alle varie specie:
sembra che uno dei fattori che maggiormente influenza la durata media della vita sia la densità e quindi il ritmo di sviluppo demografico (a densità elevate corrisponde una vita media più breve);
il tasso di sopravvivenza delle femmine è mediamente superire a quello dei maschi (si va da rapporti femmine maschi di 1,2:1 in età adulta, progressivamente fino a picchi di 2: 1). Una possibile spiegazione di questi dati è la mortalità conseguente alla maggiore e spesso cruenta competizione che caratterizza i maschi.
A conclusione vi posto una dia relativa ai valori medi dei principali parametri demografici per il cervo.
Ciao.



P.S. Adesso devo fare io una domanda a voi: preferite che completiamo prima la conoscenza della specie (segni di presenza, orme e tracce, ciclo biologico annuale, ecc.) o ci addentriamo subito nella discriminazione delle classi sociali?


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Fabio.Rossi
view post Posted on 20/10/2007, 14:25 Quote




Bhè, visto che da qui a marzo c'è ancora tanto tempo....
Io mi approfitterei ancora della tua disponibilità per qualche approfondimento su image segni di presenza, orme e tracce, ciclo biologico annuale(ovviamente).
A proposito di mortalità, non è che avresti anche qualche dato su problemi sanitari(se ce ne sono stati) verificatisi nella nostra zona o frequenti negli ungulati?parassitosi e malattie infettive per esempio?
 
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view post Posted on 20/10/2007, 15:20 Quote

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come scrive Fabio

Bhè, visto che da qui a marzo c'è ancora tanto tempo....
Io mi approfitterei ancora della tua disponibilità per qualche approfondimento su segni di presenza, orme e tracce, ciclo biologico annuale(ovviamente).


Ringraziarti è davvero troppo poco!
 
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view post Posted on 21/10/2007, 12:06 Quote
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Grazie Gloria ... image .... troppo gentile! Seguirò quindi le indicazioni di Fabio (che hai ripreso) e nei prossimi post parleremo del ciclo biologico annuale; per ora rispondo a Fabio circa i problemi di carattere sanitario legati agli ungulati selvatici .... premettendo che non sono un esperto.
Ad eccezione di saltuari e localizzati casi di infezioni intestinali da Escherichia Coli nella popolazione di capriolo, non mi risulta che nella nostra zona siano avvenute o siano in atto altre malattie infettive o forme di parassitosi cruente a carico degli ungulati selvatici. Se vuoi approfondire l’argomento ti posto tre link dove puoi trovare cose interessanti:
il primo è relativo ad una ricerca fatta da Guberti V. et al. “EPISODI DI MORTALITÀ DETERMINATI DA E. COLI NEL CAPRIOLO NELL'APPENNINO SETTENTRIONALE” ed è stata svolta a Tredozio alla fine degli anni ’90;
il secondo è un elenco delle principali malattie degli animali selvatici (della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia);
il terzo è un lavoro di Andreoli E. et al. CONTROLLI SANITARI SU UNGULATI SELVATICI

Inoltre quando abbiamo improntato il modulo didattico relativo agli “operatori rilevamenti biometrici”, abbiamo preparato alcune slide, che ti posto, circa i rischi di manipolazione delle carcasse (le ultime due potrebbero interessare un po’ tutti perché sono relative alla Borrelliosi di Lyme causata dalla zecca Ixodes ricinus.)

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Ciao.

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view post Posted on 21/10/2007, 18:08 Quote
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Dal momento che è una giornata di pioggia (..e ben venga questa benedetta pioggia) :P ne approfitto per postare quattro diapositive relative al ciclo biologico annuale del cervo, le prime due per le femmine (..hanno sempre diritto di precedenza .. :rolleyes: ) le altre per i maschi! Considerate che i periodi indicati sono piuttosto lunghi perché includono anche i valori estremi (ad esempio nel periodo di caduta dei palchi sono inseriti sia i maschi più vecchi, che “gettano” molto prima (fine Febbraio), sia i fusoni che essendo giovanissimi gettano molto dopo (anche ad inizio Maggio)). Completeremo questo discorso nel prossimo post valutando i ritmi di attività circadiani (percentuale di ore di attività e riposo nel corso delle 24 ore) in entrambi i sessi.
Ciao.

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Canghy
view post Posted on 22/10/2007, 10:21 Quote




CITAZIONE (Fabio.Rossi @ 20/10/2007, 14:25)
Bhè, visto che da qui a marzo c'è ancora tanto tempo....
Io mi approfitterei ancora della tua disponibilità per qualche approfondimento su image segni di presenza, orme e tracce, ciclo biologico annuale(ovviamente).
A proposito di mortalità, non è che avresti anche qualche dato su problemi sanitari(se ce ne sono stati) verificatisi nella nostra zona o frequenti negli ungulati?parassitosi e malattie infettive per esempio?

Mi associo alla preferenza espressa da Fabio!
sono tornato solo ora e vedo che ho un po' di lezioni arretrate ! .... bene.. bene...
ne aprofitto per una domandina : il termine temporale del periodo del bramito del cervo è abbastanza omogeneo per diverse popolazioni e zone oppure può variare molto ? La temperatura ha un'influenza diretta sul "sensore fine periodo amori" oppure no ?
Te lo chiedo perchè ieri nel Parco dello Stelvio (nonostante la temperatura ben sotto lo zero) abbiamo osservato almeno 2 splendidi maschi che bramivano alla grande ...
Per la verità ieri c'era un movimento inusuale (mai visto tanta roba in vita mia in quella zona) ... presumo per diversi fattori non dipendenti dalla nostra capacità di muoverci inosservati: a) primo "freddo serio" e probabilità di neve in arrivo in questi giorni (con conseguente corsa al "supermercato in chiusura") ^_^ b) vento che limitava il trasferimento di odori e rumori .
Ciaooo ;)
 
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Ataru
view post Posted on 22/10/2007, 20:41 Quote




CITAZIONE (Canghy @ 22/10/2007, 10:21)
Te lo chiedo perchè ieri nel Parco dello Stelvio (nonostante la temperatura ben sotto lo zero) abbiamo osservato almeno 2 splendidi maschi che bramivano alla grande ...
Per la verità ieri c'era un movimento inusuale (mai visto tanta roba in vita mia in quella zona) ... presumo per diversi fattori non dipendenti dalla nostra capacità di muoverci inosservati: a) primo "freddo serio" e probabilità di neve in arrivo in questi giorni (con conseguente corsa al "supermercato in chiusura") ^_^ b) vento che limitava il trasferimento di odori e rumori .
Ciaooo ;)

Ciao a tutti,
quoto la domanda di Leonardo!
Anche ad Acquerino/Cantagallo i cervi sono ancora attivi!
Sabato mattina ne ho ascoltati 4 (visti solo 2) molto vicini fara loro.

Per il resto, grazie a Luciano per la disponibilità, davvero interessante questa discussione!!

Saluti.

 
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view post Posted on 22/10/2007, 22:01 Quote
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Provo a rispondere a Leo e Federico (nonostante un forte mal di gola e “quella strana sensazione di essere ammalati”). :(
In effetti ci sono delle variazioni temporali (comunque limitate) sul periodo di massima attività di bramito, in funzione prevalentemente della “latitudine” in cui si trova la popolazione; la temperatura sembra essere poco influente mentre il parametro che maggiormente determina l’estro delle femmine, e quindi anche i bramiti dei maschi, è il fotoperiodo (niente a che vedere con “canon o nikon, :shifty: è il rapporto fra ore di buio e ore di luce). Io ho però una spiegazione mia personale a quello che vi è capitato, credo comunque sia piuttosto ragionevole e plausibile. Dal momento che quest’anno il bramito era leggermente in anticipo, in questo periodo è passato poco meno di un mese dall’inizio della fase culminante; probabilmente alcune femmine, fra le prime ad andare in estro, non sono state fecondate (o perché non coperte o perché troppo giovani o….altro); fatto sta che questo è proprio il momento del secondo estro, ed i maschi che sono nei pressi continuano a bramire!! Probabilmente il fatto che siano molti i maschi che continuino a bramire, significa che una discreta quantità di femmine non è stata ingravidata (qui potrebbe influire il clima o l’anticipo o le fasi lunari).
Ciao.

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view post Posted on 23/10/2007, 06:48 Quote
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Ecco qua i ritmi di attività giornalieri in entrambi i sessi; questa volta metto prima i maschi :o: (..e un po’ di giustizia...ogni tanto..nooo...). Commenti?? :rolleyes:
Ciao.



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Ataru
view post Posted on 24/10/2007, 22:58 Quote




CITAZIONE (luciano54 @ 22/10/2007, 22:01)
Provo a rispondere a Leo e Federico.......

Grazie Luciano per la risposta!
Davvero interessante!
Saluti.
 
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Canghy
view post Posted on 26/10/2007, 16:53 Quote




Ciao,
mi incuriosisce questa differenza nella attività di maschi e femmine.....
magari è un'osservazione da "pirla" però mi pare curioso che soggetti che pesano parecchio di più pascolino sensibilmente meno ... oppure logico ?
dove sta la ragione della differenza ?
-i maschi ingurgitano più roba per unità di tempo ?
-riposano di più quindi hanno bisogno di pascolare meno ? ;)
-"semplici" differenze metaboliche ?
-le femmine sono più piccole quindi disperdono più energia (calore) ?
-i maschi sono più grandi e risparmiano energia (lavoro muscolare) muovendosi meno ?
-sono io pirla che non ho capito nulla ?
-sto "andando per asparagi" ?

Massacrami su ..... :)


 
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elenamonti
view post Posted on 26/10/2007, 19:06 Quote




azzardo io un'altra ipotesi ...
le femmine hanno bisogno di più nutrimento a causa dell'allattamento?
 
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view post Posted on 26/10/2007, 21:35 Quote
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Brava Elena!!!!! Hai centrato la causa principale! ;)
Per fare un discorso un po’ organico occorre però partire più da lontano (vista la vostra attenzione e curiosità ormai sono convinto di non annoiarvi più di tanto)! :wacko:
Le necessità alimentari degli ungulati si valutano, di norma, in Unità Foraggiere (UF); 1 UF corrisponde a un Kg di orzo o a 2,5 Kg di fieno di prato stabile; di erba (molto più “acquosa) ne occorrono circa 6-8 Kg. Detto questo consideriamo il fabbisogno medio di mantenimento di un cervo adulto in libertà, che è di circa 1,5 UF al giorno (ho considerato un valore intermedio fra quelli indicati da vari autori; occorrerebbe anche valutare la componente percentuale in proteine digeribili, ma credo che il discorso si complicherebbe troppo rispetto alle nostre esigenze). Questo fabbisogno resta più o meno costante nel cervo maschio per un periodo di tempo piuttosto lungo (sono esclusi solo i circa 4 mesi della ricrescita dei palchi ed il periodo riproduttivo), mentre nella femmina, da un valore iniziale leggermente più basso di quello medio (1,2-1,3 UF), si registra un aumento progressivo del fabbisogno, prima nei circa 8 mesi di gravidanza (incremento simile a quello necessario al maschio per ricostruire i palchi), poi nel periodo dell’allattamento (picco massimo alla 5a settimana dalla nascita in cui necessita di ben 2 UF al giorno). :o:
Completiamo il discorso con alcune altre considerazioni conseguenti anche alle domande di Leo:
non ci sono differenze sostanziali fra maschio e femmina circa la quantità di cibo ingerito o la frequenza di masticazione e ruminazione, mentre per il mantenimento del calore corporeo (come detto da Leo) le femmine, essendo più piccole, disperdono più calore;
i maschi pascolano più di notte che di giorno in tutte le stagione e svolgono minore attività fisica negli spostamenti e passano anche più tempo nei loro “nascondigli” (siamo sempre più riservati!!!). image
Ed ecco quindi spiegato perché le femmine dedicano più tempo all’alimentazione.
Terminiamo dicendo che la composizione della dieta è molto variabile nelle stagioni comprendendo in inverno fino all’80% di alimenti tratti da piante arboree, mentre in piena estate oltre il 70% degli alimenti è costituito da erbe di prato e pascolo;
lo scortecciamento alimentare di alberi e arbusti, oltre che alla carenza invernale di cibo, è dovuta alla necessità di “fare scorta” di calcio (di cui le cortecce sono ricche) che servirà per il rinnovo del palco nel maschio e per un corretto sviluppo del feto nella femmina.
Direi che basta e ... forse avanza .... per ora ci fermiamo qui.
Ciao

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Canghy
view post Posted on 27/10/2007, 16:22 Quote




azz..... l'impatto dell'allattamento lo facevo assai minore !! :blink:
Interessante !!!!
 
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297 replies since 3/10/2007, 07:00
 
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